Una meta-analisi condotta da Daniel Slodowicz, responsabile della ricerca HoloSem, ha dimostrato che la fonte dei semi gioca un ruolo importante nel ripristino di prati ricchi di specie. Le diverse intensità di lavorazione del terreno o i diversi metodi di semina (sotto forma di falciatura o semina), invece, non hanno alcun ruolo nello sviluppo della diversità vegetale e animale.
La meta-analisi è stata condotta con la partecipazione di un team internazionale di ricercatori dell’Università di Berna, del CABI (Delémont), del Centro tedesco per la Ricerca Integrativa sulla Biodiversità (iDiv) e dell’IMBE (Institut Méditerranéen de Biodiversité et d’Ecologie marine et continentale). L’obiettivo era quello di descrivere lo stato attuale della ricerca nel campo relativamente giovane del ripristino delle praterie e di determinare quali fattori influenzano il successo del ripristino delle praterie sulla base delle ricerche esistenti.
Gli autori sono riusciti a dimostrare che la fonte dei semi ha un impatto significativo sul successo del ripristino di prati ricchi di specie. Il seme proveniente da prati donatori ricchi di specie, idealmente integrato con altre specie, ha avuto l’effetto più positivo a lungo termine sulla diversità delle specie. Al contrario, quando sono state utilizzate sementi commerciali come unica fonte di semi, non è stato osservato alcun effetto positivo a lungo termine sulla biodiversità. Sia la preparazione del letto di semina prima della semina (con aratro o erpice) che il metodo di semina (sotto forma di falciatura o semina di semi) non hanno avuto effetti a lungo termine sulla diversità delle piante.
L’articolo completo, pubblicato sulla rivista “Ecological Solutions and Evidence”, può essere consultato qui: Link all’articolo